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Profeta
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Il termine mwdqprofeta deriva dal mwdgtardo latino mwdwprophèta (pronuncia mweaprofèta), ricalcato sul mweqgreco antico mwegπροφήτης (pronuncia: mwewprofétes), che è parola composta dal prefisso mwfaπρο- (mwfqpro, "davanti, prima", ma anche "per", "al posto di") e dal verbo mwfgφημί (mwfwfemì, "parlare, dire"); letteralmente quindi significa "colui che parla davanti" o "colui che parla per, al posto di", sia nel senso di parlare "pubblicamente" (davanti ad ascoltatori), sia parlare al posto, in nome (di mwgaDio), sia in quello di parlare "prima" (anticipatamente sul futuro).
I profeti sono figure tipicamente mwggreligiose, più o meno istituzionalizzate in diverse fedi, ispirate dalla mwgwdivinità e che parlano in suo nome, annunciandone la volontà e talvolta mwhapredicendo il futuro. Il riferimento più comune è ai mwhqprofeti ebraici e mwhgcristiani dell'mwhwAntico Testamento. Nell'mwiaIslam quando si parla del "profeta" senza ulteriori specificazioni si intende indicare mwiqMaometto, che è stato l'ultimo dei profeti secondo questa religione.
Contents
• Note
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Nell'ebraismo
Nella mwjgTanakh (mwjwBibbia ebraica) il profeta (in mwkaebraico נְבִיא mwkqnevì, pl. נְבִיאִים mwkgnevi'ìm) è una persona che parla in nome e per conto (mwkwpro-) di mwlaDio. L'accezione comune con cui il termine è usato oggi, per cui il profeta descrive eventi futuri, è caratteristica ma non esclusiva dell'operato dei profeti ebraici.
La Bibbia ebraica contiene nella sua seconda sezione trentasei libri riferiti ai profeti, detti mwlgNeviìm. Tradizionalmente si distinguono fra di essi i quattro "profeti maggiori" (mwlwIsaia, mwmaGeremia, mwmqEzechiele e mwmgDaniele)cite-ref-1[1] e i dodici "mwnwprofeti minori" (mwoaOsea, mwoqGioele, mwogAmos, mwowAbdia, mwpaGiona, mwpqMichea, mwpgNaum, mwpwAbacuc, mwqaSofonia, mwqqAggeo, mwqgZaccaria e mwqwMalachia).
Nel cristianesimo
Il mwrwcristianesimo riconosce gli stessi profeti ebraici dell'mwsaAntico Testamento, ma non annovera figure di profeti cristiani in senso proprio ed esclusivo; riconosce piuttosto qualità profetica ai discorsi di alcuni dei suoi mwsqsanti, a cominciare dal mwsgGiovanni dell'mwswApocalisse, sebbene le interpretazioni di questo testo possano essere diverse.
Il mwtqConcilio Vaticano II, in particolare nella costituzione dogmatica sulla Chiesa mwtgmwtwLumen Gentium, spiega perché nella mwuaChiesa cattolica non sono riconosciute figure particolari di profeti: in realtà ogni mwuqbattezzato, in forza della sua unione con mwugCristo, è partecipe del suo ufficio profetico. Ogni cristiano è dunque profeta, nel senso che diventa capace con la forza dello mwuwSpirito Santo di diffondere dovunque la viva testimonianza del Cristo, soprattutto per mezzo di una vita di mwvafede e di mwvqcarità. Attraverso la propria vita i credenti ancora oggi annunciano la sovranità di Dio e la sua priorità nella vita.
La mwvwChiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (mwwachiesa mormone) ritiene ancora necessaria l'opera dei profeti anche nei tempi moderni. I mormoni sostengono che mwwqDio non abbia cambiato il suo modo di comunicare con gli uomini e che pertanto abbia scelto dei profeti moderni. Il primo di essi fu mwwgJoseph Smith (mwww1805 – mwxa1844), fondatore e presidente di tale chiesa; ogni mwxqsuo successore è sostenuto dai mwxgsanti degli ultimi giorni quale profeta, veggente e rivelatore.
Nell'islam
L'islam riconosce come profeti alcune figure mwaabibliche, talora indicate anche con il nome di mwaqpatriarchi; fra di esse: mwagAdamo/Adam, mwawNoè/Nūh, mwbaAbramo/Ibrāhīm, mwbqIsacco/Ishāq, mwbgElia/Iliyās, mwbwEliseo/Al'yasa, mwcaEnoch/Idrīs, mwcqIsmaele/Ismāʿīl, mwcgGiacobbe/Yaʿqūb, mwcwGiuseppe/Yūsuf, mwdaMosè/Mūsà, mwdqDavide/Dāwūd, mwdgSalomone/Sulaymān, mwdwGiovanni Battista/Yahyà, mweaGesù/ʿĪsà figlio di mweqMaryam (mwegMaria, madre di Gesù. Altri profeti, che Dio avrebbe inviato a diversi popoli dell'antichità, sono invece sconosciuti alla mwewBibbia; è il caso per esempio di mwfaṢāliḥ, profeta degli arabi mwfqThamudeni, che avrebbero rifiutato di credergli causando così la propria rovina. È impossibile che un profeta non abbia creduto in Dio, altrimenti Dio non li avrebbe scelti. Allah dice nel Corano: «Di': "Crediamo in Allāh e in quello che ha fatto scendere su di noi e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti: non facciamo alcuna differenza tra loro e a Lui siamo sottomessi"».
In altre religioni
Molte altre religioni storiche si fondano sul messaggio di un profeta:
• mwggZaratustra è il profeta iranico fondatore del mwgwZoroastrismo;
• mwnwBobby Henderson è il profeta del mwoaPastafarianesimo.
La funzione del profeta
Nella Bibbia, il profeta ha anche la mwpacura di ammonire il popolo di mwpqIsraele che si è allontanato da Dio. Per i cristiani, l'importanza dei profeti consiste principalmente nelle mwpgprofezie messianiche di Gesù; l'attesa del Messia profetizzato nell'Antico Testamento era l'oggetto primario della fede ebraica.
Figure profetiche compaiono e sono riconosciute in ogni tempo, a prescindere dalle singole religioni, in situazioni storiche di forte, diffuso disagio rispetto alle condizioni materiali, politiche e religiose dominanti. Più in generale, come evidente nella mwqaBibbia, storicamente il profeta è antagonista del mwqqre – inteso come personificazione del mwqgpotere dominante che impone la propria personale mwqwetica.
Nella storia di Israele, le unzioni e funzioni di sacerdote, profeta e re erano tre ordini al servizio di Dio, non in conflitto tra loro e riconosciuti dal popolo eletto, secondo quanto si afferma anche mwrqGiovanni 1:24cite-ref-2[2]: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né mwsgElia, né il profeta?». Il re era l'Unto del Signore, identificato in greco col titolo di mwswCristo, mentre mwtaElia era il sommo sacerdote per mwtqantonomasia.
mwtwNumeri 11cite-ref-3[3] associa esplicitamente la facoltà profetica all'effusione dello Spirito del Signore dal corpo di Mosè a quello dei Settanta. Esso è uno dei passaggi a fondamento dell'mwvaispirazione divina della Bibbia, intesa come ispirata dallo Spirito Santo Dio. I ruoli talvolta si sovrappongono: il patriarca Mosè svolgeva le funzioni suplettive di un re, ma si autodefinì anche un profeta, anticipando la venuta di un successore designato dal Signore (mwvqAtti 3.22cite-ref-4[4]), mentre il re Davide fu definito "regale profeta" dal cardinale mwwgBellarmino in quanto autore dei Salmi, un libro che presenta numerosi contenuti profetici.cite-ref-5[5]
Di nuovo, l'effusione divina della facoltà profetica è stata addotta come spiegazione della concordia fra i suoi riceventi che per la Chiesa Cattolica furono santi e martiri al servizio di Dio. L'origine divina del dono profetico è menzionata sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. La vicenda di mwyaAzaria, Anania e Misaele descritta in mwyqDaniele 1cite-ref-6[6] associa la profezia al dono divino dell'interpretazione di sogni e visioni concessi a Daniele. Essi risultano dalla compresenza dello Spirito del Signore e di un Suo angelo. In modo simile, si esprime san Pietro nel suo primo discorso alla folla dopo il giorno di mwzgPentecoste, dove, citando il profeta Gioele, annovera anche le visioni e i sogni profetici fra i carismi dello Spirito del Signore, oltre alla profezia stessa (mwzwAtti 2.14-22cite-ref-7[7] citando mw1a3:1-7cite-ref-8[8]). Complessivamente, i due passaggi biblici citati estendono il carisma spirituale della profezia anche ai sogni e alle visioni, nonché alla capacità di interpretare sogni e visioni altrui.
I falsi profeti
I mw3afalsi profeti sono l'oggetto delle Maledizioni di Gesù, pronunciate a valle delle Dieci Beatitudini e del mw3qDiscorso della Montagna (mw3gLuca 6:24-26cite-ref-9[9]).cite-ref-10[10]
Nella mw6areligione ebraica l'esperienza mistica sconfina e degenera in fenomeni di profetismo. Anche nella storia del mw6qCattolicesimo la comparsa di falsi profeti ha spesso segnato l'inizio di mw6gmovimenti ereticali, particolarmente diffusi nel mw6wMedioevo.
Alcuni movimenti cristiani moderni ebbero origine a seguito della predicazione di un "profeta": il mw7qmormonismo, il mw7gcristianesimo scientista e l'mw7wavventismo. Pur parlando di Dio, il profeta si differenzia dal mw8amistico perché intende operare attivamente nella storia, e in questa intende esercitare, come ben vide mw8qMax Weber, una funzione mw8gpolitica a partire da trampolini mw8wetici.
Note
cite-note-11. ↑ Nel mw-gCanone ebraico (mw-wTanakh), il mw-alibro di Daniele non è classificato fra i libri profetici, ma tra i mw-qKetuvim.
cite-note-22. ↑ mwaqemwaqimwaqmGv 1:24, su mwaqqLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-33. ↑ mwaqgmwaqkmwaqoNumeri 11, su mwaqsLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-44. ↑ mwaq8mwaramwareAtti 3.22, su mwariLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-55. ↑ mwaryCarlo Di Pietro, mwarcmwargSan Roberto Bellarmino, dall’Elevazione della mente a Dio, su mwarkradiospada.org, 1943.
cite-note-66. ↑ mwar0mwar4mwar8Daniele 1, su mwasaLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-77. ↑ mwasqmwasumwasyAtti 2.14-22, su mwascLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-88. ↑ mwassmwaswmwas0Gioele 3:1-7, su mwas4La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-99. ↑ mwatimwatmmwatqLc 6:24-26, su mwatuLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-1010. ↑ mwatkmwatomwatsle Maledizioni, su mwatwmaranatha.it., titolo adottato dalla traduzione C.E.I. 1978.
Voci correlate
• mwauaCanone della Bibbia
• mwauiElia
• mwauqMessia
• mwauyProfezia
• mwaugProfezia biblica
• mwauoProteo (mitologia)
• mwauwVirgilio
• mwau4Sibilla
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Collegamenti esterni
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Profeta / Profeta (altra versione), in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.